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Un canto nella notte

Maria, Porta del Paradiso, prega per noi.

“Un canto nella notte” è una proposta di preghiera curata dalle sorelle della Fraternità della Trasfigurazione.

Qui viene offerto tempo in cui il canto, l’ascolto della Parola di Dio, il suo commento, immagini e altre espressioni dell’arte nelle sue varie forme, diventano preghiera da vivere nel nostro cuore, insieme con altri fratelli e sorelle che desiderano alzare gli occhi al cielo affidandosi a Dio Padre, che “non vuole che nessuno dei suoi figli vada perduto”. “Un canto nella notte” è anche per chi è in ricerca, chi è lontano, chi medita e si va interrogando.

Quando e dove ci si ritrova?

A partire da sabato 2 marzo, l’appuntamento sarà per il primo sabato di ogni mese alle ore 21, presso il Santuario della beata Vergine del Portone nei locali recentemente ristrutturati anche con il contributo della Diocesi allo scopo di essere luoghi in cui fare esperienza di fraternità e spiritualità.

Un canto nella notte mi ritorna nel cuore, medito e il mio spirito si va interrogando.

Salmo 77 (76)

Leggendo il Salmo sembra di avere davanti agli occhi colui che rivolge la sua preghiera a Dio nel buio della notte, qualunque sia la sua notte: la notte della fatica, del dolore, della sofferenza, della solitudine, dell’amarezza, della ricerca, dell’attesa. Nel cuore la sua preghiera risuona come un canto che sale a Dio, Padre attento e premuroso. E, piano piano, quella musica che raggiunge il cuore di Dio, diventa lode e ringraziamento.

Anno della preghiera

L’anno 2024, su proposta di Papa Francesco sarà l’Anno della Preghiera. Il Santo Padre ne ha dato l’avvio domenica 21 gennaio 2024, in occasione della V Domenica della Parola di Dio. Già nella Lettera dell’11 febbraio 2022, indirizzata al Pro-prefetto S.E. Mons. Rino Fisichella per incaricare il Dicastero per l’Evangelizzazione del Giubileo, il Papa aveva scritto: «Fin da ora mi rallegra pensare che si potrà dedicare l’anno precedente l’evento giubilare, il 2024, a una grande “sinfonia” di preghiera. Anzitutto per recuperare il desiderio di stare alla presenza del Signore, ascoltarlo e adorarlo». In preparazione al Giubileo, dunque, le Diocesi sono invitate a promuovere la centralità della preghiera individuale e comunitaria.

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